Studio per Rifugio sospeso. liquidAZIONE artistica
9-10 giugno 2012
Studio per Rifugio sospeso. liquidAZIONE artistica
9-10 giugno 2012
Le installazioni della mostra Paesaggio a chilometri zero sono state realizzate, pensate e vissute nello stesso luogo dove abito e la si potrebbe definire Arte a “chilometri zero”, come vogliono le espressioni moderne. Un’arte che guarda al concetto di paesaggio, da quello che abitiamo, che vediamo con gli occhi a quello che percepiamo come paesaggio pensato, “concettuale”. Ho cercato di dilatare il mio lavoro nello spazio per invaderlo. È stata come un’urgenza, un lavoro sperimentale nato in fretta come se il tempo davanti a noi si stesse accorciando e ogni minuto stesse diventando più prezioso. I materiali scelti per questa operazione vanno dai vasetti di plastica agli abiti usati, dai gusci di noci ai gusci di lumaca e le installazioni sembrano debordare come per conquistare altri spazi, escono dalle porte come per correre incontro ai visitatori per l’urgenza di raccontarsi. Uscendo dallo spazio deputato le opere s’insinuano perfino nella coscienza di chi li osserva nel tentativo di suscitare delle domande, delle riflessioni che guardano ad un futuro sempre più difficile da immaginare.
Una distesa di vasetti vuoti dello yogurt, collezionati nel tempo sottraendosi allo spreco, invadono la stanza rendendola difficile da praticare. Sono quasi mille e sono disposti in modo da simulare il plastico in scala del progetto dei bacini idrici che verranno fatti a Medesano. La stanza, invasa da una presenza insolita, ha come cambiato aspetto e atmosfera. Non la si può percorrere liberamente e l’opera appare ingombrante almeno come sarà in effetti lo scavo dei bacini in questione.
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The installations I did were carried out, designed and lived in the same place where I live and could be called “zero kilometres Art”. An art that looks at the concept of landscape we see with our eyes and what we perceive as a landscape thought, “conceptual”. I tried to expand my work in the space, it was such an urgency, an experiment fast as if the time ahead of us and every minute was becoming more valuable. The materials chosen for these works are plastic jars, used clothing, walnut shells and snail shells.
An expanse of empty yogurt pots, escaping to become a waste, are collected over time, are invading the room making it hard to walking in it. They are almost a thousand and are arranged to simulate the scale model of the basin reservois project that will be made in Medesano. The room is invaded by an unusual presence, has changed in appearance and atmosphere. We can not go freely in the space, and this art work is at least as bulky as will be the excavation of the basins in question.
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All images in this sito are Copyright Maura Lari. Please don’t use any image without permission. / Tutte le immagini di questo sito appartengono a Maura Lari. Non usare nessuna di queste immagini senza permesso.
Raccontando il mio mondo privato fatto di ricordi personali come una spregiudicata confidenza intima non richiesta, lo spettatore si disorienta. Questo, in qualche modo, toglie il gusto della curiosità e dell’indiscrezione pettegola.
Geografie_inattese è il titolo dell’ installazione esposta dal 30 settembre al 2 ottobre 2011 a Reggio Emilia presso le exOfficine Reggiane, durante la fiera del commercio equo e solidale tuttaunaltracosa in collaborazione col Gruppo GAS Tessile di Reggio Emilia.
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Geografie inattese is the title of the installation that I showed from September 30th to October 2nd, 2011 at the exOfficine Reggiane to Reggio Emila (Italy) during the fair trade fair called tuttaunaltracosa in collaboration with Textile GAS Group of Reggio Emilia.
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All images in this sito are Copyright Maura Lari. Please don’t use any image without permission. / Tutte le immagini di questo sito appartengono a Maura Lari. Non usare nessuna di queste immagini senza permesso.